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6月15日 Alla voce strega il dizionario recita: donna che, nelle credenze popolari, è ritenuta in rapporto con le potenze malefiche e accusata di azioni delittuose contro la religione e la società. Mi sembra ovvio che la stregoneria, così come la malattia mentale, sia stata usata spesso e volentieri dal potere per liberarsi di persone scomode. Donne in qualche modo ribellatesi al potere costituito (vedi chiesa nel medioevo) venivano accusate di stregoneria e mandate al rogo. Comoda soluzione, direi. In conseguenza di ciò il femminismo degli anni 70 si è appropriato delle credenze popolari sulle streghe per farne il proprio cavallo di battaglia: tremate tremate le streghe son tornate... questo era lo slogan urlato alle manifestazioni femministe. Il termine strega deriva dal greco strix, strigos e significa: uccello notturno. Presso alcuni popoli la magia è praticata dallo stregone o dallo sciamano per guarire le malattie o influire sui fenomeni atmosferici, nel mondo occidentale, invece, la strega è quella che pratica la magia nera per nuocere agli uomini. Le testimonianze degli accusati, durante il periodo dell'Inquisizione, per quanto inquinate dai metodi con cui venivano estorte, gettano luce su alcuni aspetti delle credenze popolari e sulla simbologia dei riti: questi appaiono in gran parte derivati da rituali pagani della civiltà agricolo-pastorale arcaica, incentrati sulla lotta tra forze del bene e forze del male presenti nella natura. Il diavolo ha spesso le sembianze caprine del dio Pan, e a condurre il sabba è spesso una figura femminile, la Signora del Gioco, che ricorda divinità quali Artemide e Iside. L'accoppiamento sessuale fa parte di molti riti propiziatori di fertilità e la metamorfosi animalesca era ritenuta temibile punizione o segno divino presso diverse culture. Su questo intreccio di credenze si innestò la demonologia dotta, sviluppata soprattutto da intellettuali ecclesiastici, dando vita a diverse contaminazioni. Sulla realtà dei raduni che originarono la credenza nel sabba non si sa molto, ma è probabile che, più che incontri organizzati di movimenti eretici, fossero eventi sporadici forse di significato sociale, presenti in certe culture popolari. Alcune forme cerimoniali analoghe sopravvissero tuttavia fino ai primi decenni del XX secolo e se ne trovano ancora oggi tracce nel folclore e in alcune nicchie di emarginazione culturale.
Lupus hominarum, Werewolf, Loup-Garou. Ognuno di questi termini indica lo stesso essere: l'Uomo lupo.
Per i greci, Licaone fu trasformato da Giove in lupo, in seguito ad una maledizione. Così, solo chi viene maledetto dagli dei può essere trasformato in Licantropo, più raramente con un morso. Nel quindicesimo secolo molti uomini bruciarono sul rogo assieme alle streghe perché accusati di essere dei licantropi, quindi di sbranare animali domestici e persone per mangiarli. Secondo la tradizione la trasformazione avviene quando in alto splende la luna piena. In forma umana il licantropo si riconosce, sovente, per le folte sopracciglia unite. Un uomo lupo può essere ucciso solo da pallottole o pugnali d'argento. Al giorno d'oggi il licantropo ha perso molto del suo fascino e in psichiatria la licantropia è solo una malattia mentale che induce chi ne è afflitto a credere di potersi veramente trasformare in lupo.
Ennorath
Etimologia del nome
I vampiri, come tramandato dalla tradizione, sono morti che tornano dalla tomba per succhiare ai viventi l'essenza vitale (preferibilmente il sangue). Il termine vampiro ha origine slava: riconducibile alla radice -pi, mago, stregone, e al verbo lituano wempti, bere, succhiare. Chiamati vampir in Serbia e Bulgaria, upiór in Polonia, upir in Russia, si distinguono non solo per i nomi, ma anche per caratteristiche e modus operandi e, per lungo tempo, sono stati considerati tutt'altro che un parto fantastico di leggende perse nel tempo.
Le origini del mito
Le origini dei vampiri sono antiche quanto il mondo stesso: non sono pochi, infatti, i ritrovamenti archeologici che indicano quanto antica fosse la paura del vampirismo. Ad esempio, in molte necropoli preistoriche sono stati rinvenuti resti con pietre piantate sul corpo probabilmente per impedire al morto di tornare dall'aldilà. Il più antico testo vampirico di cui si è a conoscenza è, poi, una tavoletta babilonese conservata al British Museum su cui è incisa una formula magica che serve a proteggere dai demoni succhia sangue, gli etimmé.
Nella tradizione ebrea antica è poi presente l'aluka (succhiasangue), un essere che assale i viandanti che si sono persi nel deserto: non a caso tra i precetti della Torah c'è anche il divieto di bere il sangue, veicolo dell'essanza vitale degli esseri viventi, probabilmente ricordo delle antiche paure vampiriche. La stessa figura biblica di Lilith, che riprende il demone assiro di lilitu, era un demone di genere succubus (la versione femminile degli incubus, demoni dalla forma spettrale piuttosto che corporea). Prima, malvagia moglie di Adamo, essa è ritenuta nella tradizione ebraica la madre di tutti i vampiri: come tutte le succubi, è golosa di seme umano e per questo entra di notte nel letto degli uomini per prosciugarli della loro forza vitale. Da Lilith discendono anche le lilin, che succhiano il sangue dei bambini. Secondo la tradizione, se un bambino sorride nel sonno durante la notte del sabato ebraico, si dice che sta giocando con Lilith: per salvarlo, gli si strofina il naso per tre volte e si dice la frase augurale: Adamo, Eva, fuori Lilith!.
Anche greci e romani avevano una loro mitologia vampirica, perlopiù rappresentata da vampiri di sesso femminile, che si unisce con una certa tradizione sciamanica europea. La lamia, ad esempio, regina dei succubi, è una sorta di strega, che a volte appare in forma di bella fanciulla, a volte come vecchia donna, a volte anche con sembianze animali, preferibilmente un serpente con la testa di donna. Nella Roma antica, poi, si aggiunge anche la stix, diretta antenata delle strie italiane e degli strigoi rumeni. La Stix, dalla forma d'uccello rapace ed assetata di sangue, che beveva con un lungo e affilato becco, viene così descritta da Ovidio:
- Si dice che strazino i fanciulli ancora lattanti
- e pieno di sangue tracannato abbiano il gozzo
- Hanno nome di strigi: causa del nome
- è che sogliono di notte orribilmente stridere
Altra letale fanciulla era l'empusa, che per una particolare malia, appare come una splendida fanciulla, quando in realtà nasconde mostruose e ripugnanti fattezze (ha un piede di bronzo ed uno di streco d'asina). Come le mormos, vampire un po' più gradevoli, erano al servizio di Ecate, dea della notte, della magia nera e protettrice delle streghe.
Così la descrive James Robinson nella miniserie Vertigo Witchcraft:
- Ecate. Regina delle tenebre. Regina della notte. Colei che ha tre corpi e tre teste. Vergine, madre e vecchia. Cielo, terra e inferno. Artemide, Diana e Proserpina. Colei che non ha nome. Regina dei fantasmi.
- Regina delle streghe.
E arriviamo al primo racconto sui vampiri: Filostrato riporta nella Vita di Apollonio di Tiana la storia del giovane Menippo che salva il suo maestro Apollonio dalle terribili trame di una empusa, utilizzando una lingua sciolta e tanta fantasia.
Testimonianze ancora più importanti sui non-morti dell'antica Roma ci pervengono dal resoconto di un certo Flegone Tralliano, liberto dell'imperatore Adriano, che narra la vicenda di Philinnio (che fu ripresa, in poesia, da Goethe - leggi on-line la traduzione di Benedetto Croce -, che l'ambienta a Corinto e che fu probabile fonte del racconto Arria Marcella di Théophile Gautier), giovane morta che ritorna, con il consenso degli dei, per amore di un giovane, Machate. La giovane viene scoperta dai genitori, e questo incontro la riporta alla morte, sembra definitivamente; ma la popolazione si rivolge al saggio Ryllus che
- ordinò loro che per nessuna ragione permettessero che il corpo di Philinnio fosse ricollocato nel sepolcro, ma si assicurassero che fosse immediatamente incenerito in un luogo lontano, fuori dalle mura della città.
Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera! 3月29日 Come da titolo ho intenzione di dare un colpo di spugna a tutte ste stronzate...
Boh magari fare qualke cambiamento non so ancora...
Il blog sara' ristrutturato, modificato tagliuzzato ammazzato fino a ke nn saro' contenta dei risultati ^_^
Ciau ciau
Je' Sto blog ti piace?
Ti fa cagare?
Fa veramente vomitare?
Ma ki se frega vomita rutta scorreggia caga... ma lascia na firmetta su... 
Jè  2月11日 E un adolescente disse: Parlaci dell'Amicizia.
E lui rispose dicendo:
Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.
E' il campo che seminate con amore e mietete con riconoscenza.
E' la vostra mensa e il vostro focolare.
Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra pace.
Quando l'amico vi confida il suo pensiero, non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di contraddirlo.
E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo cuore:
Nell'amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.
Quando vi separate dall'amico non rattristatevi:
La sua assenza può chiarirvi ciò che in lui più amate, come allo scalatore la montagna è più chiara della pianura.
E non vi sia nell'amicizia altro scopo che l'approfondimento dello spirito.
Poiché l'amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del proprio mistero non è amore, ma una rete lanciata in
avanti e che afferra solo ciò che è vano.
E il meglio di voi sia per l'amico vostro.
Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea, fate che ne conosca anche la piena.
Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?
Cercatelo sempre nelle ore di vita.
Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro vuoto.
E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell'amicizia.
Poiché nella rugiada delle piccole cose il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.
-Kahlil Gibran- Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.
Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste
- Hermann Hesse- Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.
- Fernando Pessoa - E' una curiosa creatura il passato
Ed a guardarlo in viso
Si può approdare all'estasi
O alla disperazione.
Se qualcuno l'incontra disarmato,
Presto, gli grido, fuggi!
Quelle sue munizioni arrugginite
Possono ancora uccidere!
- Emily Dickinson - Cuore, mio cuore, turbato da
affanni senza rimedio,
sorgi, difenditi, opponendo agli avversari
il petto; e negli scontri coi nemici poniti, saldo,
di fronte a loro; e non ti vantare davanti a tutti, se vinci;
vinto, non gemere, prostrato nella tua casa.
Ma gioisci delle gioie e soffri dei dolori
non troppo: apprendi la regola che gli uomini governa.
- Archiloco-
2月9日 Proprio poko fa....
Ve faccio un copy - paste 
Lord Sparviero. Signore dei Draghi. La prima parola creò il mondo, l'ultima lo distruggerà. Ciao scrive:
di dove sei ?
-=[ Jè ]=- Elaerith scrive:
lugano conosci?
Lord Sparviero. Signore dei Draghi. La prima parola creò il mondo, l'ultima lo distruggerà. Ciao scrive:
mi ricorda qualcosa bastava la regioneanche se in effetti dicendomi lugano alla fine è ancora piu impreciso perchè non ricordo se è in puglia o in veneto
Ehm... lui sarebbe di vicino a torino 3 passi da lugano............

Voi lo sapete vero do sta lugano?  Ekkomi qua a scrivere in sto coso kiamato blog...
Tutto sto coso solo per potermi fare il profilo perke' zio bill padrone supremo della Microsoft ha deciso ke il profilo tradizionale era da levare...
Vabbe' lassamo perde va ke tanto...
Ora ke ho fatto il profilo guardo tutto sto spazio...
enno' vuoto nn puo' restare... makke' skerziamo?
E allora ekko l'idea 
Riempiamolo di kaxxate...
Facciamoci 4 risate 
Ekko con cio' vi saluto e ci si vede
Un bacione
Je'
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